giovedì 23 febbraio 2017

Moonlight (Barry Jenkins 2016)


(Qualche lieve spoiler qua e là)

Buffo che Moonlight venga presentato come la storia di un afroamericano gay cresciuto nei sobborghi di Miami, perché se c'è una cosa che il regista Barry Jenkins evita accuratamente è proprio la categorizzazione. Il protagonista Chiron fin da bambino si fa delle domande riguardo al suo orientamento sessuale, domandandosi perché i suoi amici lo chiamino "frocio", ma il suo amico e padre acquisito Juan lo tranquillizza: non devi darti una risposta adesso, lo capirai quando sarà il momento. Un insegnamento che Chiron interiorizza e si porta appresso fin nell'età adulta.

Ma anche Chiron, come tutti, ha un disperato bisogno di appartenenza, ed è qui che entra in gioco la sua identità "black", dato incontrovertibile, immutabile e, a differenza dell'orientamento sessuale, impossibile da occultare. Si trasforma così nel prototipo del suo persecutore: un thug dal fisico immenso, dentatura d'oro posticcia e mascolinità granitica, fiero della sua auto sportiva nella quale rimbombano i bassi micidiali della musica rap. Soltanto chi lo ha conosciuto nell'età in cui era più fragile può rendersi conto dell'assurdità di quel travestimento, e metterlo di fronte al fatto che, nonostante i denti d'oro e quell'aria da re della malavita, in fondo è rimasto quello di un tempo.

Ci saranno coloro che ravviseranno in Moonlight una denuncia dell'emarginazione di neri e omosessuali, specialmente se il film dovesse vincere l'Oscar per il miglior film, cui è meritatamente candidato. Non hanno tutti i torti: anche se Jenkins non fa espliciti riferimenti al contesto socio-politico, tranne quando un personaggio (di colore, come la maggior parte del cast) afferma di aver trascorso qualche anno in prigione "per uno dei soliti motivi per cui ci sbattono dentro", la storia di Chiron trascende il piano privato nel momento in cui riesce a raccontare, senza pietismo né vittimismo, una lotta per la sopravvivenza in cui chiunque abbia subito discriminazioni si può riconoscere, facendosi così storia universale, collettiva, politica. Questo è anche uno dei motivi per cui Moonlight, come il Brokeback Mountain di Ang Lee, difficilmente può essere incasellato nel cinema di genere.

Ma c'è un altro motivo per cui associare la parola "gay" a un film come Moonlight è particolarmente fuori luogo. A dispetto della disinvoltura con cui il termine viene utilizzato (e non solo nelle recensioni cinematografiche) vale la pena ricordare che in generale si tratta di un concetto di difficile definizione, e lo dimostra ad esempio il fatto che ogni indagine sulla popolazione omosessuale si scontra a monte con l'ostacolo, per nulla banale, di dover circoscrivere il campione di studio: quali soggetti devono essere intervistati, forse coloro che nella vita hanno avuto almeno un rapporto con un individuo dello stesso sesso? Oppure i soggetti che, pur manifestando comportamenti eterosessuali, hanno fantasie che vanno nella direzione opposta? Dichiararsi tale è un requisito sufficiente? E che dire di quelle aree geografiche, come l'America Latina, che distinguono tra omo ed eterosessualità non sulla base del sesso del partner, ma dei ruoli e delle pratiche*? Alfred Kinsey, il famoso sessuologo statunitense ricordato soprattutto per i Kinsey Reports che nel secondo dopoguerra rivoluzionarono il nostro modo di pensare i comportamenti sessuali, individuò una scala a sette punti compresa tra "esclusivamente eterosessuale" ed "esclusivamente omosessuale, e trovò (cosa sorprendente per l'epoca) che la maggior parte degli individui si situava nei livelli intermedi. Ora, è evidente che nella vita quotidiana sono necessarie delle semplificazioni, ma è bene secondo me tenere a mente che sempre di semplificazioni si tratta. Se poi pensiamo (tornando al film) che le esperienze sessuali di Chiron sono cristallizzate all'adolescenza, una fase dello sviluppo più che mai fluida, ci rendiamo conto di quanto l'etichetta "gay" sia a maggior ragione incompleta e fuorviante.

Tanto più che Chiron, più che di una definizione, sembra essere alla ricerca di una sensazione che appartiene a un'altra epoca, ed è legata ad una persona che ha occupato un posto speciale nella sua vita. Una sensazione che ha reso sopportabile anni di solitudine forzata e sofferenze familiari, e che potrebbe essere perduta per sempre, sepolta sotto una corazza di sovrastrutture faticosamente erette nel corso della vita adulta. Per anni ha vissuto nell'illusione di progredire, diventare indistruttibile, lasciarsi alle spalle il fragile involucro dei suoi quindici anni come si abbandona la pelle di una muta. Tutto inutile: è il suo stesso corpo a reclamare quella sensazione, e non c'è difesa possibile. Diceva un personaggio di Shortbus, altro bellissimo film dove i problemi sessuali dei protagonisti sono strettamente intrecciati a quelli esistenziali: « Rileggo quello che scrivevo da bambino: sto ancora cercando le stesse cose ».



*A questo proposito è illuminante il libro Comprendere l'omosessualità della psicoterapeuta messicana Marina Castañeda (Armando Editore, 2006).

6 commenti:

  1. Ciao sono Theresa Williams Dopo essere stato in rapporto con Anderson per anni, ha rotto con me, ho fatto tutto il possibile per riportarlo indietro, ma tutto è stato vano, lo volevo tornare tanto per l'amore che ho per lui, lo pregai con tutto, ho fatto promesse, ma ha rifiutato. Ho spiegato il mio problema al mio amico e ha suggerito che dovrei piuttosto contattare un mago che potrebbe aiutare me un incantesimo per riportarlo indietro, ma io sono il tipo che non ha mai creduto in magia, non avevo altra scelta che tentare, io mail il mago, e mi ha detto che c'era un problema che tutto andrà bene prima di tre giorni, che il mio ex tornerà a me prima di tre giorni, ha gettato l'incantesimo e sorprendentemente nel secondo giorno, era intorno 16:00. Il mio ex mi ha chiamato, ero così sorpreso, ho risposto alla chiamata e tutto quello che disse era che lui era così dispiaciuto per tutto quello che è successo che voleva me tornare a lui, che mi ama così tanto. Ero così felice e sono andato a lui che era così che abbiamo iniziato a vivere insieme felicemente di nuovo. Da allora, ho fatto promessa che qualcuno so che hanno un problema di rapporto, mi sarebbe di aiuto a tale persona da lui o lei si riferisce all'unico mago reale e potente che mi ha aiutato con il mio problema. e-mail: drogunduspellcaster@gmail.com lo si può e-mail se avete bisogno la sua assistenza nel vostro rapporto o di altri casi.

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    1. Signorina, qui preferiamo il dialogo al malocchio.

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  2. Risposte
    1. Interessata al malocchio?

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    2. Come credi abbia ottenuto la benevolenza del mio fidanzato?

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    3. Sì beh una spiegazione doveva pur esserci.

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