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domenica 13 maggio 2018

Insect (Jan Švankmajer, 2018) - Recensione


Il regista e animatore ceco Jan Švankmajer, classe 1934, che davate per morto ma in realtà è vivo da impazzire, maestro indiscusso della stop-motion e autore di cortometraggi dal surrealismo disturbante come il celeberrimo Possibilità di Dialogo, nonché di inquietanti lungometraggi tra i quali spicca una versione particolarmente dark di Alice nel Paese delle Meraviglie, artista versatile senza il quale Tim Burton avrebbe certamente intrapreso una sfavillante carriera da elettrauto, ebbene questo umile e geniale regista ceco, reduce dagli anni bui di un regime che non è riuscito a stritolarlo, e ora vittima di un sistema apparentemente più innocuo ma più subdolo dove scialbi supereroi sono più quotati di un Bianconiglio di pezza che stupisce nel constatare la propria non-vita, questo artista dicevo ormai alla fine della sua carriera e della sua esistenza visibile ci onora con la richiesta di contribuire alla realizzazione del suo ultimo film, un'opera per metà recitata da persone in carne ed ossa e per metà interpretata da insetti-marionette di kafkiana memoria, all'insegna dello sperimentalismo più sfrenato e della più spietata misantropia.
Se tutto questo per voi non significa nulla siete delle persone orribili.

domenica 1 gennaio 2017

La mano (Jiří Trnka 1965)

Ruka.
Un umile vasaio trascorre la sua serena esistenza plasmando vasi di terracotta nella soffice intimità delle sue quattro mura domestiche, un microcosmo composto da pochi semplici oggetti: una pianta di rose, un letto, uno specchio, una finestra su un prato cinguettante, un mobile a due ante, un acquaio e un tornio a pedale. Finché un giorno non si presenta alla sua porta una malevola Mano guantata, che gli intima di realizzare una scultura celebrativa raffigurante una mano con il pugno chiuso e l'indice alzato nell'atto di impartire un ordine. Dapprima lo scultore si rifiuta categoricamente di mettere la propria arte al servizio del dispotico committente, nonostante la ricompensa offerta sia molto allettante: gloria, denaro, quieto vivere, piacere sessuale. Quando però le minacce e i ricatti sfoceranno nella violenza dovrà rassegnarsi a diventare una marionetta asservita ad un potere che ingabbia e annichilisce, da cui fuggire è impossibile se non a costo della stessa vita...

Opera ultima del celebre sceneggiatore, illustratore e animatore ceco Jiří Trnka, non stupisce che il cortometraggio La mano (in ceco Ruka) fosse stato messo (tardivamente) al bando in seguito alla morte dell'autore avvenuta nel dicembre del 1969, ossia circa un anno e mezzo dopo l'occupazione della Cecoslovacchia da parte dei carri armati sovietici, evento che riconsegnò il Paese nell'orbita di influenza sovietica dopo il breve tentativo di democratizzazione ad opera del riformista slovacco Alexander Dubček. Impossibile infatti non riconoscere nella Mano guantata che minaccia il protagonista l'allegoria di un potere che stritola l'iniziativa personale e la libera espressione artistica, sorte questa toccata a molti intellettuali vissuti all'ombra del dominio sovietico. A questo proposito è triste constatare una contraddizione insanabile di molti poteri dittatoriali: l'intelligenza che è capace di riconoscere il valore iconoclasta e rivoluzionario di un'opera d'arte è la stessa che la mette all'indice e la etichetta come "arte degenerata".